Domenica, Maggio 20, 2012
In scena al Teatro Duse dal al gennaio 2012
Veniamo al punto: l'idea e il soggetto di partenza sono molto interessanti. Raccontare in teatro un personaggio per cui invece la televisione inventa un reality show è molto interessante, perchè rappresentare l'umanità vera che c'è spesso dietro queste persone, che oltrepassano il limite della "collezione di oggetti" o quello degli "oggetti ricordo", diventando di fatto "accattoni moderni" che non si separano mai da nulla ma anzi continuano ad accumulare forse per paura, mi pare, appunto, interessante.
Anche perchè trovo che dietro personaggi simili ci sia una poesia intrinseca, che vada messa in luce e proposta al pubblico. E Maria Amelia Monti, con quel suo stile inconfondibile nella recitzione è proprio l'attrice adatta a un ruolo come questo. Nota di merito anche a Manrico Gammarota che ha dovuto sostituire Imparato con soli due giorni di prove, ma con ottimi risultati. E anche gli altri attori sono perfettamente in parte. Ma c'è un ma: il testo mi è sembrato troppo divagatorio nella parte del subplot, cioè quella parte legata ai problemi del condominio che sono la motivazione per cui i due protagonisti si incontrano e si innamorano ognuno della solitudine dell'altro. Voglio dire che alla fine, nell'economia del testo e del racconto, finisce per avere quasi la stessa importanza della storia principale, distraendo gli psettatori su tematiche diverse e a volte più vicine a loro. Chiunque ha avuto beghe condominiali, ma se in questo spettacolo sento spettatori più coinvolti dall'appena accennata storia del balconcino da cui cadono le briciole piuttosto che dalla mania della protagonista di accumulare oggetti, allora forse qualcosa non va, e la poesia dietro i due protagonisti si perde, evapora. Trovo che invece l'attenzione del pubblico dovrebbe focalizzarsi quasi unicamente sui protagonisti, altrimenti si rischia di applicare al teatro degli stilemi del racconto che sono propri della fiction televisiva. Infine, le scenografie sono molto interessanti e di impatto.
Carlo Magistretti
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