Domenica, Maggio 20, 2012
In scena al Teatro ITC di San Lazzaro di Savena (BO) dal 18 al 22 e dal 25 al 29 gennaio 2012.
Sono stato a vedere questo spettacolo con un amico, e alla fine, come i due protagonisti, abbiamo discusso molto (senza concludere nulla) sulla filosofia e sulle tematiche proposte da Perrotta nel testo. Ecco che anche noi siamo diventati due perfetti Bouvard e Pecuchet. Sì perchè è questo il punto: come i due protagonisti, si può discutere e continuare ad approfondire finché si vuole la filosofia, ma non si arriverà mai a una conlcusione vera, definitiva. E il rischio è che discutento e approfondendo troppo si perde di vista la vita reale, vera, vissuta.
Prendendo spunto da un romanzo di Flaubert, Perrotta chiude così la sua trilogia: con questo spettacolo molto divertente e intelligente, due qualità che non è facile mettere assieme. I due protagonisti sono appunto dei moderni Bouvard e Pecuchet che si chiudono in una stanza, si isolano volontariamente dal mondo, per iniziare a studiare e capire il perchè delle cose. La filosofia è propria dell'uomo e la sua storia ci insegna che non c'è un punto di arrivo, ma solo delle tappe. Questo è quello che accade ai protagonisti, che confondono le tappe con i punti di arrivo ed entrano così in un loop continuo di pensieri e azioni che si ripetono senza che in realtà essi se ne rendano conto e senza arrivare mai a una conclusione sula domanda inziale: perchè abbiano deciso di isolarsi dal mondo. Ed è qui che si voleva arrivare: la trilogia di Perrotta voleva proprio indagare (senza rispondere, ma solo stimolando la riflessione) l'uomo e i suoi rapporti interpersonali. L'uomo è un animale sociale? L'autore e i suoi spettacoli non danno la risposta, propongono però punti di vista, utili allo spettatore per riflettere ed eventualmente rispondersi, sapendo però che ogni risposta può non essere quella giusta. Va bene così: proprio perchè come dicevamo certe domande continueranno ad avere risposte che porranno altre domande, e così via.
Infine, Perrotta merita il premio UBU 2011: ve l'avevo detto che è bravo. Bravi anche gli attori e il musicista, uno spettacolo riuscito.
Carlo Magistretti
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