Giovedì, Febbraio 23, 2012
In scena ai Teatri di Vita dal 14 al 15 gennaio 2012.
La verità non è vera. Già, perchè Zeller (giovane autore francese) ha scritto questo testo in cui di ogni personaggio non sapremo esattamente l'onestà, fino alla fine, e anche oltre. Qualcuno potrebbe pensare: ma ancora si ride con le storie di corna? Sì, ancora si ride delle storie di corna. Lo si faceva più di un secolo fa, quando in Francia gli autori come Feydeau scrivevano di mariti che goffamente cercavano di sedurre le mogli dei migliori amici, e accade nel 2011 sepmre in Francia con Zeller, che si diverte ad attualizzare e quasi a psicanalizzare il problema. Sembra quasi che per i francesi l'argomento sia particolarmente interessante, ma lo è anche per noi, agiudicare da come il pubblico reagisce ai vari passaggi della storia. Insomma le corna sono un grande classico della commedia, quello che cambia è l'atteggiamento dei personaggi, i quali, mentre se un secolo fa si preoccupavano solo di riuscire a "concludere" i loro piani fedifraghi, oggi invece sembrano preoccuparsi, dopo aver "concluso", delle conseguenze che ciò possa avere nei rapporti con gli altri personaggi coinvolti. La regia di Nichetti è molto buona, fedele allo scopo. Bravi gli attori (tutti); poi su Dapporto c'è poco da dire, che fosse bravo lo sapevamo, ma mi si conceda una nota di merito ad Antonella Elia che per la prima volta vedo su un palco dal vivo, e che ha saputo dare molto al suo personaggio. Io, come altri, ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, forse perchè l'immagine di ragazza sciocchina della tv che aveva all'inizio della sua carriera è ancora presente nella mia memoria, ma che -dopo ieri- ho avuto conferma essere una maschera molto ben costriuta. Il pubblico si diverte e anche molto, e questo è sempre un bene.
Carlo Magistretti
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